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Viaggiatori anomali

Da quando abbiamo trasformato la doccia del nostro camper in dispensa di frutta, verdura e cibo per Numi, ogni tanto facciamo tappa in un camper-stop per farci una doccia calda, scaricare le acque grigie e nere e usare la lavatrice per il bucato.

Nel sud della Spagna, questi luoghi attrezzati accolgono anche camperisti che vi stazionano per mesi interi e sono spesso molto affollati. Si creano così dei gruppi che si aggregano in base al paese di provenienza, creando dei veri e propri accampamenti socioculturali con sedie, tavolini, grill, mangiate e bevute in compagnia, rimorchi, bici, motociclette e altra attrezzatura.  

In Spagna si incontrano tanti olandesi, tedeschi, belgi, francesi, inglesi, spagnoli e anche qualche svizzero (francese o tedesco). In genere, nei camper-stop si fermano i viaggiatori che preferiscono il campeggio sicuro e comodo. Diversi sono pensionati, altri lavorano da remoto, altri ancora vivono dei risparmi, dopo aver venduto tutto il possibile nel loro paese d’origine.

Passare vicino ai vari camper e sbirciare al loro interno dà l’impressione che ognuno racconti la sua storia. Ci sono quelli mastodontici e super attrezzati, con stuoia, sedie a sdraio, luci e lucine di Natale e altri addobbi, cucina all’aperto, lavatrice e gavoni stipati di gadget. Altri sono più spartani e orientati alle attività sportive, con tavole da surf e biciclette appese. I tedeschi adorano gli Expeditionsmobil, dei fuoristrada con cabina fatta su misura e che costano una fortuna oppure i camion che trasportano dei veri e propri mini appartamenti.

Piano, piano, ci siamo resi conto di quanto diverso sia il nostro modo di viaggiare. Innanzitutto, non abbiamo la TV e l’antenna satellitare, non facciamo grigliate né beviamo alcol. Non frequentiamo ristoranti, se non quei pochi, vegani, che davvero ci ispirano e non siamo molto interessati ai monumenti cittadini o alle visite ai musei. L’atmosfera “covidica” con mascherine, certificati, distanze, paure e controlli, particolarmente intensa nei luoghi affollati, in determinate città o nazioni, contribuisce inoltre a farci stare un po’ per conto nostro.

Quello che davvero amiamo è stare nella natura e camminare. La Natura è bella e speciale ovunque, così diversa, ma sempre accogliente. Numi ne è entusiasta e ci segue dappertutto, per poi cadere addormentato dopo i tanti chilometri percorsi. Ci piace un’esistenza semplice, in cui è importante che ci siano buona frutta matura e verdura fresca e biologica, magari da acquistare in qualche mercato locale. Preferiamo salire su un’altura a vedere le città dall’alto, piuttosto che percorrerne le strade e i viali con il loro susseguirsi di commerci. Amiamo scambiare storie e risate con la gente del posto e con tutti quelli che condividono le nostre passioni e interessi, per esempio con le persone che ci ospitano nei loro progetti, in cui scambiamo lavoro con cibo e servizi. Sono situazioni che ci hanno regalato molte esperienze e nuove amicizie.

Avere tempo a disposizione ci confronta anche con noi stessi e la nostra coppia. Non ci sono diversivi e altri contenuti che ci possano distogliere l’attenzione da quello che succede nel qui e ora. È un costante richiamo a guardare quello che siamo e sentiamo. E così, man mano, cresciamo e ci evolviamo, con l’aiuto dell’altro, della lentezza e anche di Numi, che consideriamo un maestro a tutti gli effetti.

Il nostro è un viaggio che non colleziona cimeli di luoghi, di personaggi illustri o di epiche imprese. È un viaggio che sempre di più sta scendendo nella profondità della nostra umanità e nella connessione con la Natura e con tutti gli esseri che la abitano, umani compresi, con tutte le nostre debolezze e grandiosità.

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