posti e persone

Šumska 1

La nostra ultima tappa prima di tornare in Ticino era prevista nel parco nazionale della Fruška Gora, situato a pochi chilometri dal Danubio e da Novi Sad, bella città dall’allure austro-ungarica, molto conosciuta dai giovani di tutto il mondo per lo svolgimento di Exit, un festival di musica techno-dance molto ambito, che riunisce i DJ più gettonati del momento.

A Fruška Gora volevamo incontrare i Sadžakov, una famiglia tutta particolare che si è rivelata una grande fonte d’ispirazione per noi. Questa comunità familiare intergenerazionale si è stabilita a Šumska 1 tre anni fa, proprio per dare lo spazio e la possibilità ad ognuno dei suoi membri di esprimere la propria personalità e creatività al meglio. Il padre, Goran, un interessante uomo sulla sessantina, è un musicista professionista che ama accogliere ospiti, organizzare workshop e creare progetti sempre nuovi. La madre Goga è una bella donna molto pacata ed è lo spirito femminile della casa. È pure lei musicista e cantante e adora inventare ricette vegan e cucinare per gli altri, talvolta anche per gruppi di più di 100 persone. Ha capito che non ha senso volere la “casa perfetta”, e preferisce averne una viva. A Šumska 1 è un continuo va e vieni di persone, tra volontari, vicini di casa e amici che passano per una visita. Goran e Goga hanno due figli: Iva e Filip. Iva è psicologa, specializzata nelle dipendenze e vive con i suoi genitori e suo marito Alvise, un giovane attore mezzo toscano e mezzo tedesco, che ha frequentato la scuola Dimitri di Verscio e che ora, oltre al suo lavoro, crea progetti per festival e corsi di perfezionamento per giovani creativi che arrivano a Fruška Gora da tutta l’Europa. I due hanno due biondissimi pargoletti: Noah ed Eliah, due bambini vispi e curiosi, che hanno la fortuna di crescere con i nonni, i genitori e le molte altre persone di riferimento. Per completare il quadro, alla famiglia appartengono due cani e diversi gatti che contribuiscono a rendere Šumska 1 un posto davvero speciale e unico.

La loro visione, fin dal primo momento, era di trasformare la casa che hanno acquisito, in un luogo accogliente e idoneo alla vita dei sei membri e dei loro numerosi invitati, sfruttando al meglio anche il sottotetto e il terreno circostante e utilizzando il più possibile tecniche e materiali tradizionali. In questo processo si fanno aiutare dal loro amico Lehel, un ex ingegnere settantenne specializzato in riciclo e costruzione secondo le tecniche tradizionali. Il sottotetto diventerà un piccolo appartamento da affittare, ma per ora è ancora un cantiere con tutta la confusione, i rumori e la polvere del caso. Si può già vedere la bellezza degli interventi, con le pareti di terra, paglia e sabbia, modellate in forme naturali e curvilinee, con effetti di colore unici. Lehel utilizza ogni tipo di materiale recuperabile dalle vecchie case ormai in disuso della zona, per riutilizzarlo e valorizzarlo nel nuovo contesto. Ha così utilizzato delle vecchie tegole provenienti da una Sinagoga per creare un mosaico per il pavimento del bagno. Tutto l’ambiente vibra di questa energia creativa e l’entusiasmo della famiglia si ripercuote su ogni persona che si ferma presso di loro. Quando poi arriva Lehel, il martedì, tutti sanno che sarà una giornata impegnativa, operosa e piena di trucchetti del mestiere da imparare.

Dai Sadžakov siamo rimasti una settimana e sinceramente avremmo desiderato restare di più. Non eravamo gli unici “ospiti”. Lì abbiamo conosciuto simpaticissimi volontari da Inghilterra, Cile, Uruguay e Serbia, tutta gente giovane e piena di risorse, oltre che di voglia di attivarsi per creare una vita piena di senso. I momenti di scambio ci sono piaciuti molto: ci siamo raccontati storie di vita, abbiamo fatto passeggiate nel bosco, nuotate nel Danubio e abbiamo mangiato insieme. Non è mancato nemmeno un cerchio attorno al fuoco, con canzoni in varie lingue, accompagnate da ben tre chitarre, mentre in lontananza risuonava l’eco dei bassi techno del festival a Novi Sad a quasi 10 chilometri di distanza e i tre cani ululavano all’unisono.

In quella famiglia si pratica il rispetto per ogni forma vivente in maniera molto concreta: la famiglia è vegana da decenni, nessuno di loro interferisce o manipola il processo individuale di un altro, i bambini crescono liberi e con la possibilità di sperimentare, giocare, sporcarsi, cadere, talvolta facendosi male, e di trafficare nel piccolo orto bio, dove Goga raccoglie gli insetti in un barattolo e li porta via dai suoi preziosi pomodori. Era molto interessante per noi osservare questo contesto, dove tutto funzionava senza alcuna forzatura e senza la leva del senso del dovere. Ovvio, la casa non era in ordine, né i bambini lustri e lindi, né il pranzo sempre pronto ad un orario preciso. Ma a Šumska 1 si percepiva chiaramente il flow, quest’onda di sincronicità perfetta e amore incondizionato che nutre e coinvolge chiunque le si avvicini. La famiglia Sadžakov è l’esempio perfetto di una famiglia allegra, amorevole, creativa e vibrante.

Abbiamo lasciato tutti a malincuore, promettendo di ritornare presto. Stiamo tornando in Ticino per sostenere la mamma di Nat che si è fatta operare all’anca e sicuramente apprezzerà un aiuto concreto da parte nostra. Consideriamo il soggiorno in Svizzera come una tappa, e vivremo il Ticino come se fosse la prima volta che lo vediamo.

Siamo ora a Palmanova, una cittadina fortificata vicina a Udine. Abbiamo attraversato le frontiere croata, slovena e italiana senza alcuna difficoltà e senza rallentamenti. Il nostro cuore è grato e trabocca di splendide impressioni. Abbiamo fatto incontri e vissuto avventure che ci nutriranno per tutta la vita. Torniamo carichi di positività e buonumore. Abbiamo Numi con noi e ci siamo avvicinati uno all’altra ancora di più. Siamo felici di riabbracciare le nostre persone più care e passare un’estate all’insegna della famiglia e degli amici. Il viaggio per noi non si conclude qui.

4 thoughts on “Šumska 1

  1. Cari Nat e Francesco leggendo ogni vostro commento sul vostro blog ho conosciuto che esistono , per fortuna ancora delle isole felici in questo mondo sempre più frenetico. Mi avete dato tanto su cui rilfettere e aiutato nei momenti più dolorosi e bui del mio percorso. VI ringrazio per tutto questo e faccio tanti auguri alla mamma di Nat per una veloce ripresa. Cari saluti. Sonia

    1. Cara Sonia!
      Siamo felici di aver contribuito al ripristino del tuo benessere in qualche modo, anche da lontano. Ti auguriamo di trovare piccole isole felici nella vita di tutti i giorni e di stare sempre meglio.
      Un abbraccio da Francesco e Natascha

  2. E’ stato bello! Aspettavo con “impazienza” il vostro blog ed in un certo modo viaggiavo anch’io! Quando avrò l’occasione, spero presto, vorrei visitare l’Albania. Leggendo il vostro racconto penso che ne vale la pena! Vi auguro ancora tante belle esperienze! Lasciare la propria zona di confort e’ incominciare a vivere anche se si ha bisogno di una certa dose di coraggio!
    Auguri di pronta guarigione alla mamma di Nat! Un abbraccio da Mallorca! Rosanna

    1. Cara Rosanna,
      effettivamente l’Albania ci è molto piaciuta e vi torneremo con immenso piacere. Abbiamo avuto incontri meravigliosi e la Natura è semplicemente stupenda. Sì, ne vale davvero la pena!
      Grazie per gli auguri che trasmetterò a mia mamma e cari saluti da Lugano,
      Nat.

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