posti e persone

Ripartenza

Rieccoci in viaggio, ciao Ticino!

Siamo diretti a Zollikerberg, a Zurigo, per ritrovare Karin, un’amica di lunghissima data di Nat e che insegna e supervisiona le attività didattiche di una scuola privata chiamata Campus Zukunft, messa in piedi da due sorelle austriache, Renate e Liz, e ricavata da una grande casa con aule e spazi per svariate attività. La scuola si trova sulla cima di una collina, in mezzo a campi e boschi, ma non è solo questo a renderla così speciale. Liz e Renate sostengono i ragazzi caduti fuori dal sistema scolastico, dando loro un supporto mirato e personalizzato. Questi bambini e giovani del primo e secondo ciclo scolastico, non sono fatti per stare all’interno della struttura educativa standard e hanno spesso vissuto rifiuto, bullismo, denigrazione e persino ricoveri psichiatrici.

Al Campus Zukunft queste etichette non vengono considerate. L’attenzione va alle caratteristiche specifiche di ogni persona e il modo di insegnare e di lavorare insieme rispecchia questa realtà in pieno. I docenti stessi sono persone particolari, con competenze pratiche, artistiche e specialistiche nelle diverse materie. In questo modo, l’attività didattica è vivace e interattiva e si sviluppa attorno al bisogno specifico dell’allievo. Il risultato è un’atmosfera che potrebbe apparire caotica, ma in realtà è organica e fluida e sono i programmi ad adeguarsi agli allievi e non il contrario.

Karin, lo staff e gli allievi ci hanno accolto con calore e naturalezza. Rocco ha ricevuto un comodo posteggio e noi le chiavi della scuola, per poter usufruire degli agi della struttura nelle ore prive di lezioni. Il pomeriggio stesso del nostro arrivo a Zollikerberg, dopo aver visitato la scuola e conosciuto tutti, siamo partiti con Karin e Numi, per un sentiero nei boschi lungo un ruscello molto bucolico che arriva giù fino in città. Una passeggiata di un’oretta abbondante, nell’atmosfera magica dei colori autunnali. A dire il vero, non abbiamo incontrato solo i colori di stagione, ma anche temperature piuttosto basse, a cui non eravamo più abituati. Arrivati in città e salutata la nostra amica, siamo subito andati al Transa, un negozio conosciuto e frequentato da tutti gli amanti della Natura, specializzato in materiale per ogni tipo di attività outdoor. Volevamo acquistare la famosa Omnia, una speciale pentola costituita da tre parti da mettere sul fuoco a gas e che funziona da vero e proprio forno con cui preparare torte, biscotti, pane e altre delizie. Zurigo ci ha ancora una volta affascinato per la sua energia vibrante, che trasmette voglia di fare, nonostante la sua atmosfera composta e ordinata. Fieri del nostro ultimo acquisto, siamo rientrati al camper con il trenino della Forchbahn, accendendo immediatamente il riscaldamento di Rocco, mettendoci a letto e cadendo nel sonno all’istante.

Il giorno dopo, siamo partiti di buon’ora e siamo nuovamente scesi in centro città a piedi attraverso il sentiero del bosco. Numi ha incontrato nuovi amici a quattrozampe e ha marcato una quantità enorme di angoli, tronchi d’albero e siepi. È incredibile come una città grande e vitale come Zurigo abbia potuto e voluto preservare le sue aree verdi e i suoi percorsi pedonali e come la gente stessa che la abita sfrutti ogni angolo per abbellirla con piante e fiori. Dopo una bella colazione al nostro ristorante preferito Tibits, abbiamo incontrato Andi, un’altra vecchia amica di Nat, e ci siamo sistemati sul lungolago, al bar della Rote Fabrik, un centro culturale alternativo inaugurato nel 1980, dopo un decennio di lotte politiche. Alcuni prendevano il sole, nudi, altri facevano il bagno e altri ancora avevano montato delle tavolozze e dipingevano con ispirazione. Ci siamo gustati il nostro caffè e il bel sole del pomeriggio, poi abbiamo fatto una lunga passeggiata attraversando il magnifico Rieter Park con il suo importante museo. Infine, siamo arrivati alla Weststrasse per partecipare alla visita guidata del Kreis 3 che Marcel, il marito di Andi, propone a tutti quelli che desiderano scoprirne gli angoli nascosti, le varie culture presenti, negozi e attività commerciali inaspettate, insoliti edifici tutelati come storici. Marcel ci ha raccontando la storia del quartiere, che ha subito profonde trasformazioni, fino a diventare quello che è ora: un luogo di vita molto trendy. La Weststrasse fin dagli anni ’60 era stata l’arteria che convogliava in centro città tutto il traffico proveniente da sud, rendendola un luogo dall’aria irrespirabile, rumoroso e caotico, abitato essenzialmente da famiglie di immigrati. Con lo spostamento del traffico altrove, il quartiere è stato risistemato, spostando le famiglie che vi abitavano nei quartieri più periferici. Nel Kreis 3 vive da molto tempo anche la comunità ebraica, che ne caratterizza alcune parti con le sue sinagoghe e i negozi kosher. L’esperienza si è rivelata una sorpresa molto piacevole e ci ha fatto conoscere aspetti che molto difficilmente avremmo scoperto. Alla fine della giornata, il nostro contapassi ci ha mostrato che avevamo percorso 22 chilometri a piedi. Un record, per noi.

Il primo di ottobre era la grande data che avevamo fissato per lasciare la Svizzera per la Francia. Siamo ridiscesi una terza volta in città per sbrigare le formalità per varcare il confine e l’operazione si è rivelata più lunga del previsto. A quel punto, ce la siamo presa con calma e siamo partiti alla volta di Ginevra solo verso l’una e mezza, arrivando al confine proprio all’ora di punta del rientro dei frontalieri. Il traffico era notevole, ma con il vantaggio di non essere stati fermati dai doganieri francesi.

Nous voici donc en France! Per la prima notte ci siamo concessi un campeggio e ci siamo concessi un campeggio dirigendoci al Moulin Dollay, a Groisy, dove il proprietario ci ha accolti molto calorosamente e senza tanti formalismi. Il luogo era tranquillo e ben attrezzato, e anche Numi ha potuto godersi un po’ di corse nel verde lungo il fiume lì vicino, dopo tante ore passate in viaggio.

Oggi, dopo rapide tappe ad Annecy e a Aix-les-Bains, ci godiamo la serata vicino a un laghetto, cullati dal vento caldo. Domani ci dirigeremo a sud, dove Ton ci aspetta con entusiasmo.

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