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Il vino Prokupac

Nella nostra precedente visita in Serbia, a inizio febbraio 2020, avevamo assaggiato il Prokupac, un vino rosso che ci era piaciuto molto per il suo aroma fruttato e il gusto rotondo.

Di ritorno da Stara Planina verso Čučale, siamo passati da Prokuplje, che in tempi passati era circondata dai vigneti di questa varietà, caratteristica di questa ampia zona della Serbia, chiamata Toplica. Si tratta di un vitigno dalla storia millenaria, che sebbene fosse stato trascurato negli ultimi decenni, è stato fortunatamente recuperato in tempi recenti. Alcuni produttori hanno elevato la qualità del Prokupac fino a livelli di eccellenza, studiando le migliori tecniche enologiche in Francia, Italia e Germania.

Contavamo di visitare uno di loro, segnalato sul sito vinopedia.rs, proprio a Prokuplje. Dopo varie peripezie con Rocco, alle prese con ripide stradine in salita e costretti a manovre al centimetro, abbiamo cercato di raggiungere la cantina a piedi, ma senza successo. Un po’ scornati, abbiamo ripreso la strada verso Čučale.

Dopo pochi chilometri, abbiamo notato un cartello che indicava “Doja Winery” e abbiamo preso quella strada, attraversando alcuni tipici villaggi rurali serbi. Dopo vari chilometri, siamo arrivati sul culmine di un’altura con una vista spettacolare a 360 gradi sul paesaggio circostante. Un pendio era coperto di alberi da frutta, mentre nella parte a sud est si estendevano vigneti a perdita d’occhio. Un edificio simile a una piccola officina troneggiava in mezzo a un prato, ma non si percepiva nessuna attività umana.

Stanchi e incerti sul da farsi, abbiamo deciso di dare un’occhiata all’edificio da vicino.

Costeggiandolo, abbiamo finalmente notato altri umani e ci siamo accorti che la cantina era attrezzata con nuovi impianti.  Tanja, la simpatica addetta all’accoglienza, ci ha subito fatti entrare, presentandoci il proprietario e organizzando una degustazione dei loro vini. Ci siamo limitati al Prokupac bianco e rosso, tralasciando la versione barricata e gli altri interessanti vini della loro produzione. I loro 34 ettari di vigneto sono in gran parte coltivati secondo i criteri biologici di standard europeo e alcuni dei loro vini hanno vinto medaglie d’oro a importanti rassegne internazionali.

Non avremmo mai immaginato di trovare un posto così all’avanguardia in quella zona rurale. Dopo aver acquistato alcune bottiglie per gli amici svizzeri, siamo ripartiti alla volta di Čučale per presenziare alla tradizionale festa dei morti ortodossa, il giorno seguente.

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