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Hydra la bella

Lasciata la bellissima penisola Methana e scesi a sud, siamo arrivati in quella parte di Peloponneso che si affaccia sull’isola di Idra.

Ancora prima di partire, la nostra amica Nene ci aveva detto di andarci assolutamente, e questo era l’occasione giusta. Tra le varie misure di confinamento applicate in Grecia, vigeva anche quella di chiusura delle isole ai turisti, ma non sapevamo fino a quando. Abbiamo cercato online se ci fossero indicazioni sui collegamenti con le isole, ma le informazioni erano contraddittorie. Makis, con cui avevamo scambiato quattro chiacchiere ad Astros, ci aveva detto di andare a Porto Heli, e da lì arrangiarci a trovare un passaggio per Idra.

Abbiamo così cercato un posto che fosse abbastanza vicino all’isola da poterla raggiungere rapidamente con una barchetta privata, e ci siamo diretti a Ermioni, che ci è piaciuto subito: un tipico villaggio di pescatori greco, con un parco di pini marittimi su una piccola penisola adiacente. Carino! Una simpatica signora francese, che vive lì da 18 anni, ci ha dato una bella notizia: da lunedì sarebbero state allentate le misure anticovid, le scuole avrebbero riaperto e i collegamenti con le isole ristabiliti. Evviva! Abbiamo passato una bella domenica, e lunedì mattina, puntuali, ci siamo presentati all’ufficio dei trasporti marittimi per prendere i biglietti.


Seduto a un tavolino accanto alla porta, un anziano signore dalla sorprendente inflessione africana nel suo francese, ci ha informato che da Ermioni il battello sarebbe partito il martedì, mentre da Metochi, un porticciolo a una decina di chilometri, il collegamento con Hydra era operante ogni giorno. Ci restavano solo 40 minuti per arrivare a prendere il battello delle 10! Abbiamo sparato Rocco sulla strada sinuosa verso Metochi, e ce l’abbiamo fatta. Alle 10 meno cinque, eravamo al baracchino dei biglietti.

E qui abbiamo scoperto che la partenza sarebbe stata solo alle 12… ci è scappato da ridere al pensiero delle nostre corse! Abbiamo aspettato altre due orette, e arrivato il momento, siamo saliti sul battello e in pochi minuti ci siamo trovati in mare aperto. Sul ponte abbiamo visto l’isola farsi sempre più grande e il suo piccolo centro, Idra, avvicinarsi sempre di più. Le case biancheggiavano sotto un caldo sole invernale, un bel sole che ci ha accompagnati durante tutta la giornata.


Mentre entravamo nel piccolo porto, siamo rimasti a bocca aperta: Idra non è unicamente bella! Idra è spettacolare! Una conca di case bianche, che sale dal mare verso i contrafforti aridi e sassosi alle sue spalle. A Idra non ci sono automobili o motociclette e ci si sposta a piedi o a dorso di mulo. Sul molo, erano appostati alcuni gruppi di abitanti del luogo che discorrevano e bevevano il loro caffè, prima di pranzo, oltre che gettare un’occhiata a chi partiva e chi arrivava.

Noi ci siamo subito infilati nelle viuzze lastricate di vecchie pietre squadrate e lisce, abitate da decine di gatti che sonnecchiavano al sole, ad ogni angolo e su molte panchine. Le abitazioni erano tenute benissimo, molte imbiancate di fresco, con porte e finestre verniciate con tutte le gradazioni del tradizionale blu, oltre che grigio chiaro, rosa, lilla. Siamo saliti e scesi dalle scalinate, abbiamo percorso stretti passaggi tra le case, sbirciato nei cortiletti ben custoditi, e abbiamo ammirato le prime fioriture dei pruni, meravigliati di incontrare il verde primaverile e i suoi fiori il 24 di gennaio.

Nat si è ricordata che Leonard Cohen, il famoso cantautore, poeta e scrittore canadese morto pochi anni fa, aveva comprato una casa proprio qui a Idra, nel 1960. La casa è ancora qui, in alto nel nucleo abitato, con la sua terrazza che guarda il mare. Le cronache raccontano di anni in cui un’intera comunità di artisti si ritrovava qui, con feste memorabili a cui era invitato l’intero villaggio. Sembra che lo stesso Cohen, allora ventiseienne, abbia tenuto uno dei suoi primissimi spettacoli proprio qui, per un piccolo gruppo di amici. Storie di altri tempi.

Ora Idra appare un luogo molto più esclusivo e curato. Abbiamo scoperto che ci sono parecchi sentieri per escursioni lungo tutta l’isola, che si estende in lunghezza per diversi chilometri e si innalza con un paio di alture piuttosto impegnative. Noi, però, avevamo il battello da prendere già alle 15. Il tempo è volato, e ci siamo goduti ogni istante di questa breve gita e di questo sole da maniche corte.

Con un po’ di tristezza abbiamo ripreso la via del ritorno, insieme a una decina di persone che avevano finito la giornata di lavoro sull’isola. Tornati al nostro Rocco, ancora entusiasti della nostra gita a Idra, abbiamo ripreso il viaggio verso Astros, dove ritroveremo i nostri simpatici amici tedeschi, in viaggio da ben 4 anni. Sarà molto bello passare qualche giorno con loro!

3 thoughts on “Hydra la bella

    1. Grazie Nicola!
      Raccontando il nostro viaggio, è come se lo vivessimo due volte. La riflessione e la scrittura fissano l’esperienza in profondità e ci fanno apprezzare ancora di più quello che viviamo e l’interesse di chi ci legge.
      Un caro saluto.
      Nat e Francesco

  1. Meraviglia delle meraviglie … e bravi a prenderla così con “filosofia”! Mai demordere se hai un obiettivo.Bravi. Un luogo assolutamente da visitare, e sì che aPorto Cheli ci siamo stati parecchie volte ( andavamo a Salandi) ora penso tutto cambiato… sarà una prossima tappa

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