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Digiuno secco: la nostra esperienza

Come preambolo, vorrei raccontare una storia che abbiamo vissuto in prima persona a Eumelia.

Era un giorno tranquillo di sole e relax, Francesco ed io eravamo in camper e attorno a noi chiocciavano beate le galline. Era da diversi giorni che avevano libera uscita e potevano scorrazzare per tutta la proprietà. Non era raro che lo facessero attorno al nostro Rocco e quel giorno erano proprio vicine a noi. Ad un tratto Steeve tutto allarmato, c’informa che in giro per Eumelia, aveva trovato diverse galline morte. Ci siamo precipitati fuori e sotto il nostro camper abbiamo effettivamente trovato il primo cadavere di gallina ancora caldo, senza ferite apparenti, ma con il collo spezzato. Su un totale di 22 galline, 8 erano state uccise, mentre le altre erano scappate, diventando così facili prede di volpi e altri predatori della zona. Siamo subito andati in ricerca degli eventuali sopravvissuti e sotto una bassa costruzione di legno, abbiamo trovato il gallo, conciato a puntino. Era tutto spiumato, gli mancava mezza ala e tutta la sua schiena era aperta, si vedeva la carne viva con gli organi interni. Era sotto choc e tremava tutto. L’abbiamo posto nel pollaio sperando che sopravvivesse. Ogni giorno ci recavamo a fargli visita, mandandogli buoni auspici di guarigione. Per giorni l’abbiamo visto rannicchiato in un angolino senza muoversi e, cosa più stupefacente, non ha toccato cibo, né acqua per almeno una settimana. Una ferita così profonda avrebbe dovuto infettarsi, invece con il digiuno secco che la sua innata intuizione gli ha suggerito, è guarito perfettamente. Dopo pochi giorni la sua ferita si era richiusa e dopo un mese si pavoneggiava fiero, senza galline al cospetto, ma con nuove piume addosso.

Perché racconto questo? Perché anche noi abbiamo deciso di fare un digiuno secco. Contrariamente a quello classico con l’acqua, il digiuno secco non prevede l’ingestione di nessun tipo di bevanda, né ovviamente cibo, è quindi l’assoluta astinenza dal cibo solido e liquido. Ci sono due varianti: quella soft in cui si entra comunque in contatto con l’acqua per esempio lavandosi i denti, e quella più dura, in cui non è previsto nessun contatto idrico. Non è una pratica molto conosciuta nelle nostre latitudini, ma in Russia è molto diffusa. Abbiamo tutti sentito che non si può sopravvivere senza bere oltre i tre giorni. In realtà non è così. Il nostro corpo è molto più resiliente e può stare senza mangiare e bere anche per 12-14 giorni.

Ma cos’ha di straordinario questo tipo di digiuno? Mentre il digiuno idrico lava via le tossine che passano attraverso i nostri organi emuntori come reni, fegato e pelle, nel digiuno secco le tossine vengono incenerite nelle cellule stesse. Ogni cellula diventa così una piccola fornace. Le cellule deboli o malate vengono eliminate e sopravvivono solo le cellule sane. Il digiuno secco depura il sangue e migliora di 10 volte l’azione battericida del sangue. Offre inoltre al sistema nervoso centrale e agli organi del tratto digestivo una preziosa pausa di riposo. L’intero organismo si rivitalizza, disintossica, depura e risana.

Dopo esserci adeguatamente preparati, tenendoci leggeri nei tre giorni antecedenti, abbiamo deciso di seguire la variante “hard” e per fare ciò, ci siamo fermati su una tranquilla spiaggia piuttosto selvaggia a Finikounda, un villaggio costale nel sud-ovest del Peloponneso. Attorniati da cespuglietti di timo selvatico e con il mare davanti al nostro Rocco, abbiamo iniziato il digiuno lunedì. Il primo giorno è stato facile, avevamo ancora parecchia energia a disposizione e abbiamo fatto una lunga passeggiata costeggiando la spiaggia. Anche la notte è passata tutto sommato tranquilla. Durante il secondo giorno, Francesco si è svegliato seriamente alterato ed è rimasto così fino a sera: era come se qualcuno gli avesse dato una martellata in testa. Io invece non ho percepito particolari fastidi, ero piuttosto pimpante. Non avrei potuto correre la maratona, ma ero molto lucida in testa. Entrambi percepivamo un intenso senso di sete, comunque sopportabile. La seconda notte è stata meno calma e ci siamo svegliati molto presto, a notte fonda. Ora ero io a non star tanto bene, mentre Francesco era vispo e attivo. Il senso di sete era forte ed eravamo stupiti perché continuavamo ancora a fare la pipì diverse volte al giorno. A questo c’è una spiegazione fisiologica: tramite l’ossidazione dei grassi, il corpo produce un’acqua di altissima qualità, un’ acqua molto pura, essendo stata distillata dal corpo. Inoltre l’organismo umano ha un deposito di circa due litri di acqua nei tessuti della pelle, esistono quindi delle riserve idriche. Il terzo giorno è stato per me interminabile e piuttosto difficile, il tempo sembrava non passare mai. Avevo poca energia e poca voglia di attivarmi. Avevo male ai reni ed ho passato la giornata sdraiata al sole (ne ho approfittato perché qui stanno per arrivare temperature molto basse). La notte è stata difficile, ma che gioia, stamattina, bere il primo sorso d’acqua! Non tanto per il sapore (deludente, ma liberatorio), quanto per il senso di freschezza e vitalità. Anche la prima doccia, dopo questi tre giorni di digiuno è stata una delizia. Ci sentiamo ricaricati, energetici e molto vitali. Abbiamo iniziato a bere succhi di arancia e mandarino e questi ci stanno fornendo una bella botta di energia.

Morale della favola: ci siamo resi conto di quanto tempo noi esseri umani impieghiamo attorno alle attività legate al cibo: pianificazione, procurarsi il cibo, preparazione, consumo, pulizia a pasto compiuto… ogni giorno vengono consacrate diverse ore a queste attività. Quando vengono a mancare, le giornate si allungano assai.

Dal punto di vista fisico, sono state giornate intense, ma fattibili, anche nei momenti più difficili. Dal punto di vista psicologico, abbiamo riscontrato che anche le tossine mentali e subconscie, i pensieri negativi ripetitivi, vengono portati alla luce, permettendoci di cambiarli o di eliminarli. L’effetto è maggiore gioia, gratitudine, amorevolezza e pace interiore.

Il digiuno è anche un’ottima pratica di rafforzamento della volontà. La mente suggeriva costantemente di smettere subito, e lo fa per un motivo nobile: ci vuole proteggere e tenere in vita. Ci tiene aggrappati a ciò che reputa sicuro e quindi anche alla paura di tutto ciò che è nuovo e inusuale. Noi volevamo trascendere la gabbia ristretta della paura, lasciando andare le tossine fisiche e mentali, per provare un senso di benessere e connessione più profondi.

È stata un’esperienza arricchente e benefica sotto ogni punto di vista. L’ambiente naturale e incontaminato nel quale ci troviamo ha ulteriormente potenziato gli effetti salutari. È stato il nostro primo digiuno secco e sicuramente non sarà l’ultimo. Il nostro corpo è perfetto e intelligente e sa risolvere nel miglior modo possibile ogni tipo di problema, se è messo nelle condizioni idonee per poterlo fare. Questo lo sa anche un gallo.

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