posti e persone

Dal villaggio alla capitale

Dopo aver accompagnato Marco all’autobus per Milano, anche il nostro soggiorno a Čučale era giunto a termine. Fino all’ultimo momento era stato un turbinìo di visite, gestione di situazioni molto diverse tra loro e anche saluti. Come già successo in passato, gli abitanti del villaggio ci hanno coperto di doni e auguri di buon viaggio, abbracci, baci e raccomandazioni per un prossimo ritorno in Serbia. Siamo partiti a malincuore alla volta di Belgrado, portando con noi in camper lo zio Dobro e Oscar.

Così è iniziato il nostro soggiorno nella capitale, accompagnati da una pioggia che non sembrava volerci dare tregua, né a noi, né a molte zone della Serbia, letteralmente sommerse dall’acqua. Il nostro quotidiano in città è cambiato fin da subito. Numi non ha più potuto scorrazzare libero nei prati e seguire le piste che solleticavano il suo fiuto. Aspettavamo le tregue della pioggia per portarlo a passeggiare al parco, tra pozze e fango, e ci seguiva al guinzaglio nei nostri giri urbani. Abituati al silenzio della campagna e al buio delle notti, abbiamo faticato a riadattarci al rumore incessante del traffico, del vicinato e degli aerei, all’illuminazione stradale che rischiarava le notti e all’aria maleodorante, piena di polvere e gas di scarico.

Oscar è rimasto con noi ancora per qualche giorno, contento di praticare turismo cittadino. Belgrado offre molti luoghi interessanti e abbiamo così potuto visitare Sveti Sava, il monumentale tempio ortodosso della città, dopo i recenti lavori di restauro. I suoi interni, che seguono l’architettura tradizionale ortodossa, sono decorati da enormi mosaici brillanti e attraggono frotte di fedeli e turisti. Lì vicino si trova anche il mercato Kalenić, uno dei nostri preferiti.

Partito anche Oski, ci siamo dedicati alle amicizie, incontrandoci con i nostri amici serbi. Marija ci ha portati lungo il Danubio, in quella che un tempo era una zona industriale fluviale e ora è in progressiva risistemazione. Qui si trovano alcuni imponenti silos, originariamente dedicati allo stoccaggio di cereali e ora trasformati in un centro culturale e di ritrovo. L’offerta di attività e i progetti proposti sono tanti e molto interessanti. Ci siamo così goduto il sole serale comodamente stesi sulle sdraio a bordo fiume e poi abbiamo visitato un’esposizione di tappeti ćilim tradizionali. I possenti silos, questi enormi cilindri di cemento collegati tra loro, offrono spazi molti particolari, con effetti sorprendenti. In inverno vi si svolgono feste in cui è vietato fumare all’interno, una cosa ancora inedita in Serbia. Durante le mattinate, invece, vi si tengono atelier su tematiche come la responsabilità sociale, la genitorialità consapevole, la connessione tra cibo e salute e molte altre ancora. Belgrado si sta trasformando in un centro di affari, investimenti e giri di denaro con una rapidità sconcertante e, al contempo, ospita molti progetti culturali e sociali di grande interesse. Come molte altre città, a volte pare fin troppo caotica, rumorosa e inquinata, ma nasconde anche molte ricchezze culturali e umane.

Qualche giorno fa siamo andati in Vojvodina a visitare la nostra amica Jelena, nella campagna a nord della città di Novi Sad. È sempre un piacere incontrarla, con la sua immensa vitalità e la sua parlantina veloce. È stato un incontro con risvolti comici, dal momento che la sua porta di ingresso si era bloccata il giorno prima e l’accesso di casa era possibile unicamente attraverso la finestra della cucina. Le due figlie adolescenti sono state due angeli, delicate e adorabili, accogliendoci con biscotti fatti in casa. Meno accogliente si è mostrato il loro cagnolino Flock, che ha continuamente cercato la rissa con il nostro Numi. Jelena coltiva prodotti biologici e ci ha riempiti di fresche e deliziose verdure. Ce lo diciamo ogni volta: non c’è paragone tra il gusto dei suoi prodotti e quelli che si trovano al supermercato, ma ormai anche in molti mercati. Anche una semplicissima insalata mista diventa una sinfonia di gusti con infinite sfumature di freschezza.

Un’altra visita ci ha portati a un’oretta di auto a sud della città, tra le verdi e sinuose colline del Kosmaj, dai nostri amici Zoran e Nada. Abbiamo trascorso la giornata nella loro bella casa con vista sulla vallata e con una capatina a un ristorante della zona, con i tavoli posti direttamente sul prato, sotto gli alberi. Era la prima domenica di vero bel tempo e il posto si era riempito di cittadini in cerca di sole e aria pulita. Il posto è famoso per i suoi piatti a base di carne e noi ci siamo accontentati di un paio di insalate e qualche patata fritta, ma la compagnia e la bellezza del posto hanno ampiamente compensato la mancanza di cibo a noi adatto.

Le giornate sono passate veloci ed ora è arrivato il momento di lasciare anche Belgrado. Nel frattempo, anche qui è scoppiata l’estate e le temperature sono salite improvvisamente ben oltre i 30 gradi. Abbiamo aspettato con impazienza l’arrivo del vero bel tempo, tuttavia, la città si è trasformata in un attimo in un vero e proprio forno. La prospettiva di allontanarci dalla città e godere ancora della meravigliosa natura serba ci pare molto allettante e siamo pronti per una nuova partenza verso il nord per esplorare la zona lungo le rive del Danubio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *