posti e persone

Operazione Recupero

L’idea di riposare dopo questi intensi mesi passati accanto a Petar era senz’altro buona e invece, dopo il funerale, abbiamo deciso di ripulire la sua casa di campagna, smistando e buttando via enormi mucchi di roba accumulata nel corso degli ultimi 30 anni. Mira aveva preso 5 giorni di vacanza e così noi quattro (insieme allo zio Dobro) abbiamo passato tutta una settimana a tagliare siepi, riparare mobili e serramenti, liberarli dai tarli, spolverare polvere antica, lavare armadi, strofinare pavimenti, far brillare bagni, sloggiare ragni, spostare frigoriferi e altre azioni simili.

Gli otto abitanti del villaggio, tra cui uno zio scrittore che da giovane era più bello di Alain Delon, venivano regolarmente a renderci visita, frenandoci nelle nostre zelanti attività e reclamando il bene più prezioso di tutti: il nostro tempo. Ognuno aveva le sue storie da raccontare e voleva essere ascoltato. Ognuno era felice di avere nuove orecchie a disposizione nelle quali deporre le proprie storie. In cambio dell’ascolto e della nostra presenza, ricevevamo uova, sciroppo di lampone fatto in casa, dolci, ciliegie, nocciole e altre delizie.

Mira si è rivelata instancabile, proseguendo con i lavori di casa anche quando noi la sera ci ritiravamo nel nostro ben meritato nido, che avevamo parcheggiato accanto alla stalla del nonno, in mezzo a un pratone. Già a partire dal martedì eravamo stufi di passare tutto il tempo a maneggiare strofinacci e aspirapolvere e sognavamo solo di poter oziare allegramente senza alcuna particolare azione da compiere. Però, man mano che la casa diventava più linda con il passare dei giorni, sentivamo che stavamo facendo la cosa giusta. Pulire quella casa ci caricava di energia nuova e anche lei ne traeva un beneficio manifesto.

Così, la settimana è passata tra inviti a bere un caffè dai vicini, le visite dei parenti e accurate pulizie. Ogni giorno poi, non mancava la visita al cimitero per il rito quotidiano di accensione di una candelina sulla tomba di Petar e qualche spesa al villaggio vicino. Mira e Dobro sono tornati a Belgrado domenica e il momento dei saluti è stato molto sentito: avevamo passato ben 5 mesi insieme, formando una piccola comunità, unita da una causa comune e a molti momenti colmi di emozione. Era arrivato il momento di scioglierla e ne eravamo ben consapevoli. Ognuno ha versato una lacrima di malinconia per la fine di un capitolo, impegnativo e tenero al contempo.

Ora ci troviamo a Lukovska Banja in uno dei numerosi siti termali della Serbia, specializzato nel recupero da fratture ossee. È finalmente giunto il momento di occuparci sul serio del polso e della mano sinistra di Nat, rimasti inattivi per ben tre mesi. Il posto si trova in una vallata attorniata da colline coperte di boschi che si innalzano fino ai 1000 metri. Ben tre alberghi accolgono il continuo flusso di pubblico, soprattutto anziano e acciaccato, alimentati dalle acque minerali calde che sgorgano copiose. Un’unica strada attraversa il paese, a fianco di un piccolo fiume. Lì si trovano alcune fonti calde naturali nelle quali ci immergiamo ogni giorno con grande piacere, facendo amicizia con un sacco di persone, tutte molto interessate alla nostra “giovane” coppia un po’ particolare, che dorme in un camper e porta con sé un simpatico e tranquillo cagnolino.

A parte il momento in cui Nat è occupata dalle terapie, ogni giorno facciamo lunghe passeggiate nel verde, approfittando del bellissimo tempo, caldo e arieggiato. Inoltre dormiamo tanto, segno che gli ultimi mesi sono stati più faticosi di quanto pensassimo. I nostri corpi si stanno rilassando ogni giorno un pochino di più. Resteremo qui il tempo che ci vuole per ritrovare la motilità delle dita e del polso, dopodiché torneremo a Cucale per preparare la ricorrenza dei 40 giorni dalla morte di Petar. Avremo con noi anche Oscar, il più giovane dei figli di Nat che passerà una parte delle sue vacanze con noi. Sarà una buona occasione per visitare insieme a lui luoghi nuovi e sconosciuti e fare una prova di convivenza in tre nel nostro Rocco. Anzi in quattro, Numi ovviamente incluso!

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