posti e persone

Il meraki greco

Dopo un’altra notte di lungo sonno riposante (in camper dormiamo come delle marmotte), ci
rechiamo alla vicina Ghitios, per comprare dolci intrisi di sciroppo caramellato per il nostro goloso
angelo custode, alias Caravan doctor Ralf. A forza di mettere a posto il nostro Rocco, siamo diventati amici.

Ce la prendiamo comoda, con un bel bagno in una caletta poco distante. Non sembra vero essere
già al 18 di ottobre: fa caldo e l’acqua è limpida e piacevole al tatto.

Finalmente arriva il momento e prendiamo la strada per Eumelia Organics, il posto in cui
vorremmo passare qualche mese lavorando e esplorando i dintorni di questa parte del
Peloponneso. A malincuore ci stacchiamo dal mare e saliamo le colline, verso l’entroterra. Il
paesaggio cambia, si fa più secco e sassoso, campestre e pieno di oliveti carichi di olive ormai
mature per la raccolta.

Il nostro Rocco mostra un po’ di fatica a salire per strade sempre più strette, ma dopo vari stenti
arriviamo a Eumelia.

Alcune case intonacate di rosso mattone, un paio di auto, qualche immancabile cane, nessuno in
vista. Fermiamo Rocco nello spiazzo assolato e scendiamo, guardandoci attorno. Il paesaggio é
maestoso. A perdita d’occhio colline ricoperte di olivi, macchia mediterranea, qualche cipresso e
un immenso cielo azzurro. Sentiamo tutti e due che qui staremo bene.

Nel frattempo sbuca la nostra famiglia greca ospitante: Marilena che tiene in braccio l’ultimo nato e
Frangiskos con il primogenito. Dopo i saluti e le domande di rito sul viaggio, ci sediamo e iniziamo
a parlare come se ci conoscessimo da sempre. Sembra un pranzo tra vecchi amici; arriva anche
Steeve, un simpatico professore di filosofia della Martinica, anche lui volontario a Eumelia.

Nat e io, condizionati dalla realtà svizzera, ci informiamo subito su orari, compiti, organizzazione.
Scopriamo così che il ritmo a Eumelia segue il flusso degli eventi, senza alcuno stress. Marilena e
Frangiskos ci parlano dei molti lavori in programma, sottolineando che li faremo con calma.
Ci rendiamo conto di quanta tensione ci portiamo addosso, quasi non riusciamo a digerire l’idea che si possa far funzionare una struttura così grande in due, con due bambini piccoli e un approccio così rilassato. Un bell’insegnamento!

D’altra parte, la Natura ha il suo calendario, e ora le urgenze sono la raccolta delle olive e la
preparazione dell’orto per le verdure invernali. Frangiskos ci informa che arriverà una squadra di raccoglitori professionisti, di cui faremo parte anche noi. Dopo la prima esperienza fatta al Giardino della Gioia, non vediamo l’ora di far parte di questo rito, ripetuto da migliaia di anni. Alcuni alberi qui hanno 2000 anni di età! Chissà cosa avranno visto, nella loro lunga vita! E chissà cosa staranno pensando, ora che l’umanità sembra incapace di cambiare uno stile di vita insostenibile, forse destinato all’estinzione. Avremo il tempo di sentirlo, frequentandoli da vicino.

Piano piano, tra le informazioni che ci vengono date, inizia a dipanarsi il filo dell’esistenza a
Eumelia. La struttura é una fattoria ma anche un resort, dove persone in provenienza da tutto il mondo arrivano per fare l’esperienza dell’olio, del vino e del cibo greco. La gestione del resort implica un grande grado di flessibilità, con il lavoro che può variare molto da un giorno all’altro. Già a un primo giro attorno alle case si vede quanto c’é da fare: serramenti da ridipingere, muretti e steccati da costruire, boiler da riparare, cucinare per gli ospiti, lavare tonnellate di lenzuola, fare l’orto, occuparsi delle galline e oche… Ma tutto con calma e meraki.

Cosa significa meraki? È una bellissima parola greca che significa: essere nella piena presenza dei gesti, fatti con amore e la consapevolezza del momento, non per dovere o tanto per fare. Vivere con meraki è tutto un programma! È una vera e propria filosofia di vita e Eumelia ci offre un’opportunità unica per praticarla.

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