posti e persone

Incontri in Serbia

In ogni luogo, approfittiamo della situazione per attaccare bottone con le persone. Se non conosciamo la lingua, cerchiamo di imparare qualche parola, giusto per imbastire qualche dialogo, a volte surreale, ma sempre coinvolgente e umano.

Questo approccio, aperto, sorridente, fiducioso e di cuore, ci viene ripagato mille e mille volte di più.

Siamo arrivati in Serbia meridionale tre settimane fa, e sembra ieri. I paesaggi sono stupendi, davvero fiabeschi, ma oggi non è di luoghi o di avventure che voglio scrivere, quanto delle persone che stiamo incontrando.

I serbi hanno una qualità a cui non ero assolutamente abituato, nella vita trascorsa tra Veneto e Ticino. Vige qui una spontanea attitudine a entrare in contatto direttamente, abbordando immediatamente temi personali come la famiglia, la vita, le faccende di lavoro, come se ci conoscessimo da tempo. Magari l’incontro è breve, e spesso non ci si rivede neanche più, ma non per questo lo scambio è meno ricco.

Apprezzo molto il loro senso dell’umorismo, condito di aforismi e modi di dire, sia dalle persone più colte, sia dai contadini e dalle persone più semplici.

Per esempio, sabato siamo scesi da Ozren a Sokobanja per gli acquisti al mercato e per trovare un modo per ricaricare le bombole di gas, dato che l’adattatore per le bombole usato qui in Serbia non funzionava con i nostri attacchi. Siamo entrati in un negozio di materiale per l’edilizia per cercare un pezzo adatto. Lì, abbiamo fatto conoscenza con Bojan, il proprietario, e Nat gli ha spiegato il nostro problema. Lui ha subito preso a cuore la situazione. Ha lasciato il negozio in mano alla moglie e al figlio ed ha provato vari pezzi, telefonato ad amici, portato le bombole a una stazione di servizio con la sua stessa auto. Il risultato della sua tenacia ha finalmente portato i suoi frutti: abbiamo risolto la situazione. Non solo: smontando e rimontando i pezzi, Bojan li ha anche resi più sicuri e a prova di fughe di gas.

Nat ed io eravamo davvero commossi per la disponibilità e la gentilezza ricevuti. Si erano fatte le cinque e mezza e Bojan non ha voluto un centesimo per le ore passate a cercare di risolvere la questione. Non potevamo credere che un perfetto sconosciuto si fosse preso tre ore del suo tempo, di sabato, per una questione che dopotutto non lo riguardava.

Situazioni come questa ci succedendo ogni giorno. I serbi si prendono ancora il tempo per costruire una relazione umana. E noi lo stiamo apprezzando moltissimo, ingaggiandoci allo stesso modo, in uno scambio continuo.

Potremmo continuare con gli esempi, tra persone entusiaste del nostro camper, del piccolo Numi, di noi come viaggiatori, o semplicemente incontrate lungo i sentieri, le vie e nei villaggi. “Dobar dan” (buongiorno, in serbo) e parte subito una conversazione accesa con inviti a un caffè, una rakia, a passare un momento insieme. Le porte delle case si aprono e veniamo accolti con calore e amicizia.

Anche ora, dopo un paio di giorni trascorsi a Ozren (su consiglio del cugino Gagosh di Nat), tra i boschi e il posteggio di un minuscolo ospedale immerso nella natura e specializzato per il trattamento degli occhi, abbiamo incontrato molte persone con cui siamo entrati in relazione con facilità immediata.

Ieri sera ci siamo preparati un ottimo pesto di aglio orsino ricevuto in regalo proprio da due ospiti della clinica, due simpatici nonnetti, arzilli quel che basta per andare a raccoglierlo nei boschi. Davanti a una birra fresca e alla nostra pasta al pesto, ci siamo detti che volevamo vivere la nostra vita attorno a persone desiderose, come noi, di contatti umani caldi, coinvolgenti e profondi. Grazie a essi, il nostro cuore si espande sempre di più e ci fa stare sempre meglio.

Questo viaggio è una benedizione.

2 thoughts on “Incontri in Serbia

  1. Bilo mi je zadovoljstvo upoznati vas divni ste ljudi i iskreno se divim vasem nacinu zivota koji ste odabrali

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