posti e persone

Desfrutando Dénia

Dopo la prima notte passata in una stradina secondaria a qualche chilometro dal centro, ci siamo spostati in un ampio parcheggio sterrato a poca distanza dal castello che troneggia su Dénia. Pensavamo di trovare anche in questa cittadina la consueta invasione di enormi hotel ed edifici turistici che ricoprono ogni angolo possibile della Costa Brava, rendendola monotona e anonima, specialmente in pieno inverno come ora. Fin dalla prima passeggiata esplorativa invece, abbiamo trovato una realtà ben diversa. Anche se conta circa 50.000 abitanti, la compongono vari quartieri con carattere e storia diverse, creando un effetto di varietà e di vita quotidiana vissuta, e non solo di vocazione turistica.

Abbiamo subito provato una piacevole sensazione di agio e familiarità di cui non riuscivamo a spiegare il motivo. I quartieri, disposti lungo il mare attorno al porto e al castello, facevano sembrare tutto a portata di mano. Il porto turistico, animato dalla sirena del ferryboat per le Canarie e dai versi degli innumerevoli gabbiani, era pieno di barche a riposo. Di fronte, il vecchio quartiere dei marinai e dei pescatori, con le sue modeste abitazioni ora trasformate in ristoranti e baretti, accoglieva tutti quelli che si godevano il sole e la temperatura mite.

Lungo la spiaggia si trovano le abitazioni di vacanza e quelle che qui chiamano le “urbanizaciòn”, ovvero i grandi complessi abitativi completamente cintati, veri e propri fortini urbani sorvegliati da telecamere. Tuttavia, non c’erano edifici troppo alti, bizzarri o enormi, come ci è spesso capitato di incontrare da queste parti.

Dal nostro parcheggio si arrivava facilmente in centro, attraverso un tunnel sotto al castello, un ex rifugio antiaereo della guerra civile spagnola. Anche la parte centrale della cittadina, con il suo tradizionale Mercado Municipal, ci è parsa molto piacevole, con le sue ampie zone pedonali, i negozi addobbati per il Natale e le distese, all’aperto, di tavolini dei bar e dei ristoranti.

Poco oltre, nella zona di botteghe artigiane e di piccoli magazzini, officine per auto, empori di attrezzature elettriche o edilizie e condomini più popolari, abbiamo trovato uno dei nostri punti fissi: un simpatico baretto con terrazza sulla strada pedonale, che ci preparava ogni mattina deliziosi succhi freschi di arancia. Lì ci siamo concessi anche qualche “tostada con tomate”, una colazione tradizionale da queste parti: una bella fetta di pane tostato con passata di pomodoro fresco, olio e sale. Semplice e deliziosa.

In quella zona, il venerdì, si svolge il mercato di frutta e verdura, dove abbiamo fatto i nostri acquisti bio per i giorni a venire da Elke e Vicente, che da un paio di anni si sono buttati nell’impresa di produrre cibo biologico, con ottimi risultati.

Piano, piano, abbiamo girato ogni angolo di Dénia, scoprendo molti altri aspetti della cittadina. In giro, accanto al valenciano abbiamo sentito molto tedesco e inglese e ci siamo resi conto che qui passano l’inverno numerosissimi pensionati espatriati. Li capiamo benissimo: abbiamo passato l’ultimo giorno in questa cittadina sulla spiaggia, a prendere il sole. Non male per un 13 di dicembre!

Abbiamo dedicato il sabato alla visita del castello, originariamente una fortezza araba che risaliva a circa mille anni fa e tuttora in ottimo stato, con qualche piccolo intervento di restauro. Il giro delle mura ci ha permesso di goderci la vista ampia su tutti i dintorni. Nella piccola torre-museo, abbiamo rivissuto il periodo in cui la monarchia di Valencia aveva deciso di sgombrare con le armi la comunità moresca e le armature e le spade ci hanno fatto rabbrividire, immaginando la violenza e il sangue versato, in questo e in innumerevoli altri conflitti passati e attuali.

La sera ci siamo goduti anche un evento speciale, la “Noche de Lum”. Ai lati di tutte le vie del centro erano stati disposti migliaia di lumini a cera, che al calar delle tenebre erano stati accesi, creando un effetto caldo e fiabesco. Le vie brulicavano di adulti e bambini e diversi spettacoli di strada ravvivavano l’atmosfera, mentre i tavolini dei bar e dei ristoranti erano affollati come non mai. Il vento dei giorni precedenti si era calmato e abbiamo passato l’ultima notte in grande tranquillità, apprezzando ancora una volta l’atmosfera e l’energia di questo luogo, in cui torneremo volentieri.

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