posti e persone

Botafarms

A Saranda abbiamo incontrato Shawn e Kyle, due americani di Los Angeles che, dopo anni di attività nell’industria dell’intrattenimento, si sono innamorati dell’Albania, hanno comprato un terreno in questa zona e ci stanno costruendo il loro progetto.

Saranda è una cittadina costruita su ripidi pendii che scendono al mare, dove palazzi, hotel, resort, negozi, officine, bar e ristoranti si affastellano uno addosso all’altro, fin sulle scogliere, lasciando ben poco spazio per le ripide strade e gli scarsi posteggi. Il risultato è caotico, con auto perennemente posteggiate in seconda fila e gente che cammina in strada, dal momento che i marciapiedi sono invasi da auto e moto. Dopo aver posteggiato Rocco in una viuzza un po’ discosta, abbiamo rintracciato il Salad Farm, il locale dove Shawn e Kyle offrono la loro cucina in stile californiano, durante la stagione turistica.

Avevamo appuntamento con Kyle davanti al loro ristorantino. Ci aspettavamo l’apparizione di un signore di mezza età, magari un po’ in carne, ma non è stato così: Kyle è un tipo sulla cinquantina, magro, alto e con barbetta e capelli biondi. Ci siamo subito trovati a nostro agio, e dopo qualche veloce chiacchiera ci siamo accordati per ritrovarci un paio di giorni più in là, per un picnic insieme a Shawn e ai tre giovani volontari che li stanno aiutando in questo periodo a sistemare il terreno di loro proprietà.

Abbiamo girato per alcuni chilometri, in cerca di un posto carino dove sostare. Alla fine, abbiamo trovato una piccola baia, a lato del ristorante Gjiri i Hartës, molto tranquilla e con un’acqua cristallina. Al ristorante sono in azione diversi artigiani e fornitori, per le ultime rifiniture in vista dell’apertura stagionale e nessuno ha dato importanza alla nostra presenza.

Due giorni dopo ci siamo ritrovati, puntualissimi, con Kyle e Shawn a bordo del loro vecchio furgone VW color verde pisello. Con loro, Andrea, Hanna e Nick, i loro giovani volontari. Il terreno si trova a una quindicina di chilometri da Saranda, verso l’entroterra. Per accedervi, abbiamo preso una strada sterrata piuttosto ripida e dopo una breve salita abbiamo posteggiato su uno spiazzo tra un enorme container, un cimitero e una piccola discarica di rifiuti.

Il container è quello che i nostri nuovi amici hanno utilizzato per trasferire in Albania le loro cose da Los Angeles, insieme al furgone VW. Ora funziona come magazzino per carriole e attrezzi da lavoro. Abbiamo percorso a piedi un tratto di strada sterrata e siamo arrivati al terreno. Un’ampia proprietà di sei ettari, situata su alture con una bella vista sulla pianura coltivata e attraversata da un fiume. Con nostra sorpresa, il posto è ancora tutto da costruire ed è privo di infrastrutture, elettricità e acqua.

Ci siamo accomodati all’ombra di un albero, e abbiamo passato un paio di ore a raccontarci le nostre storie. Il tempo è volato, così è venuto il momento di fare un giro per la proprietà, guidati da Kyle che ci ha raccontato le innumerevoli idee che intendono sviluppare. Tra laghetti, un ampio orto, delle casette per i futuri ospiti, una grande cucina all’aperto e vari spazi sicuri per animali, il progetto Botafarms si preannuncia notevole. “Bota”, in albanese significa “mondo”. La loro idea è di creare un luogo in cui si possano incontrare persone da tutto il mondo, per conoscersi e condividere idee e amicizia.

Nat ed io eravamo quasi intimiditi dalla mole di lavoro che Shawn e Kyle hanno di fronte. È davvero un progetto per la vita, che a noi è sembrato davvero impegnativo in termini di energia, finanziamento e burocrazia. Comunque sia, gli abbiamo sinceramente augurato di avere il massimo successo: ne hanno proprio bisogno. Ci siamo salutati con grandi sorrisi e abbracci, e dopo aver trovato il modo di liberare Rocco, bloccatosi in fondo alla strada, abbiamo ripreso la via per la nostra baia. Domani riprenderemo a salire lungo la costa, sostenuti finalmente dal bel tempo e da temperature sempre più gradevoli.

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